Nacque cinquant’anni fa l’idea di una casa di vacanza per persone con qualche difficoltà o accolte in istituti. Una vacanza non segregante, ma aperta, condivisa nell’amicizia che si forma in montagna. Non un albergo, non un istituto, ma una casa più grande, una vacanza inclusiva, si direbbe oggi.
Quando nel 1970 si cominciò la costruzione della casa a Sottocastello di Pieve di Cadore, Casa S. Chiara esisteva da una decina d’anni, come esperienza comunitaria realizzata a Bologna per giovani lavoratrici; essa da alcuni anni organizzava nell’estate a Sottocastello un soggiorno di vacanza. Ma nel pensiero di Aldina si andava allargando l’orizzonte per l’accoglienza di persone anche problematiche, insieme con giovani e famiglie nelle vacanze. Ma dove trovare una casa per una simile esperienza comunitaria in piena autonomia? Bisognava crearla.
Aldina individuò un’area fuori dal paese di Sottocastello di Pieve di Cadore, ma vicina. E dopo averla acquistata, pensò con alcuni amici alla costruzione della casa secondo il progetto dell’Ing. Franco Manaresi.
C’era un progetto di costruzione, ma nessun piano finanziario.
Una vera sfida… alla Provvidenza, che però non è mancata.
I muratori erano due: ad essi si affiancarono molti giovani volontari, provenienti da varie regioni italiane e anche dall’estero, che offrirono la loro collaborazione con i “campi di lavoro”.
Per il reperimento di fondi Aldina organizzò “la banca del mattone”, inizialmente a Cortina e a San Vito, poi anche a Bologna.
Sottocastello è stata ed è una grande esperienza di vacanza, trascorsa nell’accoglienza, nella condivisione e nella gioia.
Il bello è che ognuno si sente come a casa propria.
Per chi vi arriva, l’accoglienza che “i ragazzi” gli riservano è talmente gioiosa da sorprendere e quasi sconcertare.
Il soggiorno di Sottocastello è un’esperienza con grande impatto educativo per giovani, famiglie e gruppi, che scoprono nell’accoglienza delle persone, anche nella loro diversità, una ricchezza.
Esso ha sicuramente un grande valore educativo e sociale.
Tante persone sono passate da Sottocastello, anche stranieri, che hanno lavorato per la costruzione della casa, e vi ritornano appositamente, ricordando con tanta simpatia l’esperienza fatta.
È un’esperienza di condivisione di vacanza e di vita, non solo per i gruppi di Casa Santa Chiara, ma anche per altre persone, tra cui famiglie e gruppi parrocchiali.
Un’opera realizzata con intenti di solidarietà, con il lavoro, l’entusiasmo e la generosità di tanti, per offrire una vacanza in cui si conoscono e si armonizzano realtà umane diverse in un’esperienza di servizio e di condivisione.